La scorsa settimana Shraddha Kapoor era in vacanza in Toscana con un'amica.
28 giugno 2017
Shraddha Kapoor in Italia
Argomenti:
A SHRADDHA KAPOOR,
AU CINEMA HINDI,
INIT ATTORI IN ITALIA,
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Tarak: le riprese in Italia
Nella seconda metà di questo mese, la troupe del film in lingua kannada Tarak ha girato diverse sequenze in Italia. Il 15 e il 22 giugno i set sono stati allestiti a Lecco (il 15: ospedale Alessandro Manzoni, ponte ferroviario di via Carlo Porta; il 22: parco degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi). Il 23 e il 24 giugno a Bellano (interno del cimitero). Il pomeriggio del 24 giugno ancora a Lecco (lungolago). Altre riprese sono state effettuate a Milano e in Puglia. Tarak è diretto da Prakash e interpretato da Darshan, Sruthi Hariharan e Shanvi Srivastava.
Aggiornamento del 13 ottobre 2023: vi segnalo i video dei brani Baa Baaro, Mathaadu Nee e Ta Ta Taraka.
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| Bellano |
Argomenti:
A DARSHAN,
A SHANVI SRIVASTAVA,
A SHRUTHI HARIHARAN,
AU CINEMA HINDI,
CINE KANNADA,
INIT ATTORI IN ITALIA,
INIT SET IN ITALIA,
M KANNADA POP,
MC ARJUN JANYA,
POST 2017,
POST KANNADA,
R PRAKASH,
V VIDEO
22 maggio 2017
Baywatch in Italia
A partire dal primo giugno 2017, Baywatch verrà distribuito nelle sale italiane. Priyanka Chopra è inclusa nel cast. Vi propongo la locandina e il trailer doppiato nella nostra lingua.
Argomenti:
A PRIYANKA CHOPRA,
AU CINEMA HINDI,
CINE INTERNAZIONALE,
INIT FILM DOPPIATI,
INIT POSTER,
INIT VIDEO,
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28 aprile 2017
Radha: le riprese in Italia
La troupe del film in lingua telugu Radha è oggi a Como per girare alcune sequenze. La pellicola è diretta da Chandra Mohan e interpretata da Sharwanand e Lavanya Tripathi.
Aggiornamento del 13 ottobre 2023: vi segnalo il video del brano Rabbit Rabbit Pilla.
Argomenti:
A LAVANYA TRIPATHI,
A SHARWANAND,
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CINE TELUGU,
INIT ATTORI IN ITALIA,
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MC RADHAN,
R CHANDRA MOHAN,
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27 aprile 2017
Mister: le riprese in Italia
La prima settimana del mese di aprile 2017, la troupe del film in lingua telugu Mister era in Val di Fassa per girare alcune sequenze. La pellicola è diretta da Sreenu Vaitla e interpretata da Varun Tej, Lavanya Tripathi e Hebah Patel. Le riprese sono durate tre giorni, fra il Catinaccio e i passi Pordoi e Fedaia. Video del brano Sayyori Sayyori.
Argomenti:
A HEBAH PATEL,
A LAVANYA TRIPATHI,
A VARUN TEJ,
AU CINEMA HINDI,
CINE TELUGU,
INIT ATTORI IN ITALIA,
INIT SET IN ITALIA,
M TELUGU POP,
MC MICKEY J. MEYER,
R SREENU VAITLA,
V VIDEO
Dive indiane sulla Costa Fascinosa
Il 5 aprile 2017 la Costa Fascinosa era salpata da Genova per una mini crociera nel Mediterraneo. La nave era stata interamente noleggiata per celebrare l'ennesimo sfarzoso matrimonio indiano. Fra le star invitate alla cerimonia (ma, sembra, imbarcate a Barcellona e sbarcate in Francia), spiccavano i nomi di Juhi Chawla, Sushmita Sen, Dia Mirza, Malaika Arora e Shilpa Shetty.
Argomenti:
A DIA MIRZA,
A JUHI CHAWLA,
A MALAIKA ARORA,
A SHILPA SHETTY,
A SUSHMITA SEN,
AU CINEMA HINDI,
INIT ATTORI IN ITALIA,
V NOZZE
13 aprile 2017
Le Musk: locandina e trailer
Le Musk è un singolare cortometraggio in realtà virtuale, in lingua inglese, diretto da A.R. Rahman. Il cast è internazionale, e include alcuni attori italiani fra cui Gianni Macchia - così come la troupe tecnica (vedi Gianni Giannelli alla direzione della fotografia). La pellicola è stata girata in larga parte nel nostro Paese (Roma). Trailer.
Argomenti:
AU CINEMA HINDI,
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R A.R. RAHMAN,
V ATTORI INTERNAZIONALI,
V CORTOMETRAGGI,
V TRAILER,
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5 aprile 2017
Karisma Kapoor in Italia
Argomenti:
A KARISMA KAPOOR,
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INIT ATTORI IN ITALIA
13 marzo 2017
Katamarayudu: le riprese in Italia
Dal 6 all'11 marzo 2017 il Trentino ha ospitato la troupe del film in lingua telugu Katamarayudu, diretto da Kishore Kumar Pardasani e interpretato da Pawan Kalyan e Shruti Haasan. Le riprese sono state effettuate a Castel Thun, Castel Beseno, Monte Bondone (altopiano delle Viote), Riva del Garda (lungolago e spiaggia Sabbioni) e Folgaria.
Aggiornamento del 13 ottobre 2023: vi segnalo i video dei brani Laage Laage e Emo Emo.
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| Riva del Garda |
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| Altopiano delle Viote |
Argomenti:
AU CINEMA HINDI,
CINE TELUGU,
INIT ATTORI IN ITALIA,
INIT SET IN ITALIA,
M TELUGU POP,
MC ANUP RUBENS,
R KISHORE K. PARDASANI,
V VIDEO
26 novembre 2016
Rishi Kapoor e Neetu Singh in Italia
Nei giorni scorsi Rishi Kapoor e Neetu Singh erano in vacanza in Italia, a Firenze e a Milano.
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| DG Martini, Milano |
Argomenti:
A NEETU SINGH,
A RISHI KAPOOR,
AU CINEMA HINDI,
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18 novembre 2016
Haripada Bandwala: le riprese in Italia
| Da sin.: Pathikrit, Nusrat, Ankush e il coreografo Adil Shaikh |
La troupe del film in lingua bengali Haripada Bandwala è in questi giorni in Italia per girare alcune sequenze. Le location selezionate: Cervinia, Castello di Fénis in Valle d'Aosta, Milano e il 16 novembre Como (piazza Duomo, piazza Grimoldi e piazza San Fedele). La pellicola è diretta da Pathikrit Basu. Nel cast Ankush Hazra e Nusrat Jahan.
Aggiornamento del 12 ottobre 2023: vi segnalo i video dei brani Bojhabo Ki Kore, Eksho Vrindaban, e Bole De Na.
Argomenti:
A ANKUSH HAZRA,
A NUSRAT JAHAN,
AU CINEMA HINDI,
CINE BENGALI,
INIT ATTORI IN ITALIA,
INIT REGISTI IN ITALIA,
INIT SET IN ITALIA,
M BENGALI POP,
MC INDRAADIP DASGUPTA,
POST 2016,
POST BENGALI,
R PATHIKRIT BASU
Torino Film Festival 2016
La 34esima edizione del Torino Film Festival si svolge dal 18 al 26 novembre 2016. Innanzitutto un applauso fragoroso per il sublime poster ufficiale. In cartellone Raman Raghav 2.0, di Anurag Kashyap, con Nawazuddin Siddiqui e Vicky Kaushal. La pellicola era stata proiettata lo scorso maggio in prima mondiale a Cannes, nella sezione parallela Quinzaine des Réalisateurs. Trailer.
Aggiornamento del 24 novembre 2016 - Recensione di Pietro S. Calò, Ondacinema:
'La natura ipercinetica del soggetto è resa ancor più evidente dai continui cambi di scena che sono stati dettati, a dire del regista Anurag Kashyap, da un budget rispettabile ma non altissimo. Così, senza soluzioni di continuità, rimbalziamo dalle case borghesi ai dormitori scalcinati e umidi, dalle officine insalubri ai dedali di viuzze. (...) La droga performativa, a volte abbinata alla più preziosa cocaina, ammanta e connota gran parte degli aspetti messi in scena: la fotografia è calda ma sporchissima (due, diciamo, qualità delle droghe), con larghe zone d’ombra e elementi casuali di bellezza e di innocenza insostenibili allo sguardo e filtrati dagli spessi occhiali da sole anche di notte. Gli stessi movimenti sono frenetici ma incerti, sia quelli degli attori, poco coscienti del ruolo che gli è stato assegnato, eccetto Ramanna che è il vero regista del film, sia quelli della cinepresa, all’oscuro dello sviluppo delle azioni e perciò molto guardinga, marziale quasi, rigida e sempre pronta a scattare come una molla tesa al massimo. La colonna sonora, molto ben curata da Ram Sampath, è una sorta di concept-album che, ai bpm techno-rave delle discoteche, crea dei riverberi nel quotidiano, nel traffico, al supermercato, tra le incudini e i martelli delle officine o nei litigi dei reality show alla TV, fino a posarsi su note melodiche e strazianti di canzoni tradizionali che hanno per tema l'amore. E così l’Amore vince, suggerisce il nostro film. Schiacciando persone, cose, patti, regole e convenzioni, riesce nel suo intento che è l’unica sua ragion d’essere, costi quel che costi. A suo modo, una lezione morale in un mondo perfettamente rovesciato'.
Argomenti:
A NAWAZUDDIN SIDDIQUI,
A VICKY KAUSHAL,
AU CINEMA HINDI,
F ONDACINEMA,
FEST 2016,
FEST TORINO,
INIT FESTIVAL,
INIT MEDIA,
POST 2016,
R ANURAG KASHYAP,
RECENSIONI,
V TRAILER
1 ottobre 2016
Sarabha: le riprese in Italia
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| Set in Abruzzo |
La troupe del film in lingua telugu Sarabha è da qualche giorno nel nostro Paese. Le riprese sono iniziate il 29 settembre. Il 30 settembre e il primo ottobre il set è stato allestito in alcune località dell'area del Gran Sasso (Rocca Calascio, Capestrano, Caporciano e Bominaco). Altre sequenze saranno girate in Campania, e presumibilmente in Veneto e Valle d'Aosta. Sarabha è diretto da N. Narasimha Rao, e interpretato da Aakash Kumar Sehdev e da Mishti.
Aggiornamento dell'11 ottobre 2023: video del brano Ottesi Chebutaa Nenilaa.
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A AAKASH K. SEHDEV,
A MISHTI,
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M TELUGU POP,
MC KOTI,
POST 2018,
POST TELUGU,
R N. NARASIMHA RAO,
V VIDEO
24 agosto 2016
Deepika Padukone in Italia
Lo scorso luglio Deepika Padukone ha trascorso con la sorella una settimana in Toscana per frequentare un corso di cucina.
Argomenti:
A DEEPIKA PADUKONE,
AU CINEMA HINDI,
INIT ATTORI IN ITALIA
22 agosto 2016
Sultan in Italia
Incredibile, inconcepibile, irreale, ma vero! Lo scorso 6 luglio (e date successive), per la prima volta nella storia, una mega produzione in lingua hindi è stata proiettata in Italia, in versione originale con sottotitoli in inglese, in contemporanea con l'India! Si tratta di Sultan, l'attesissimo nuovo film interpretato da Salman Khan. La sala, il cinema Beltrade a Milano. Altre città: Bergamo e Roma.
Ed è solo l'inizio...
Effetto nostalgia all'indiana. Bollywood sbanca il Beltrade, Simona Spaventa, La Repubblica, 6 luglio 2016:
'Composti e silenziosi, noi in India saremmo definiti "spettatori di tipo A: di classe". Rarissimi laggiù, dove la gran parte rientra nella categoria C, ovvero la "mass audience", il pubblico di massa che al cinema va per urlare all'apparire dei divi, ballare al ritmo delle danze di Bollywood, fare un tifo sfrenato quando si menano le mani: insomma, far festa. Che esista perfino una classificazione degli spettatori (il tipo B sono le famiglie con bambini, per chi se lo stesse chiedendo) la dice lunga sulla popolarità del cinema nel Subcontinente, che vanta l'industria dei sogni più forte al mondo almeno per quantità di film prodotti (un migliaio all'anno), e un pubblico di un miliardo e 200 milioni di persone folle e appassionato. E dove ogni proiezione si trasforma, in sala, in uno spettacolo nello spettacolo. Un rito collettivo che mancava a due ragazzi, Joginaidu Lalam detto Jogi, 23 anni, e Uday Guntupalli, 25, a Milano per master in ingegneria e informatica al Politecnico, che hanno deciso di portare Bollywood anche qui e hanno fondato un'associazione: la Italy Indian Cinemas. Primo titolo, stasera al Beltrade in contemporanea con la première in India (in hindi con sottotitoli inglesi, repliche sabato e domenica mattina), è Sultan di Ali Abbas Zafar, blockbuster con la muscolatissima superstar Salman Khan nel ruolo di un campione di wrestling che da uno sperduto villaggio trionfa alle Olimpiadi di Londra.
«Agli indiani interessano solo due cose: il cricket e il cinema - racconta Jogi mentre il cellulare squilla per le prenotazioni (stasera è sold out) - Per lo sport si va al parco Lambro, ma per i film è complicato: dall'India non arriva nulla, e i film di Hollywood sono doppiati. E poi noi siamo abituati a un cinema di intrattenimento puro, con canzoni, danze e scene comiche, andarci il venerdì per le nuove uscite è un appuntamento fisso, lo sfogo che tutti aspettano dopo una settimana di lavoro». E che anche a Milano vorrebbero in tanti, se si pensa che in città gli indiani sono 20 mila, e poi ci sono pakistani, bengalesi, cingalesi, tutti interessati ai film di Bollywood, e a quelli di Tollywood, Kollywood, Mollywood, la vasta costellazione delle cinematografie nelle diverse lingue dell'India: «A Milano vivo da due anni, ormai mi ci sento bene. Ma mi manca qualcosa. Noi adoriamo le nostre star, mi manca la festa che si fa in sala, con coriandoli, fischietti, urli e balli. Al Politecnico siamo in 400 studenti indiani, voglio che i 200 che arriveranno a settembre si sentano già a casa, non soffrano di nostalgia come me». E se gli fai notare che lui è della generazione che i film li guarda al computer, Jogi sorride: «Ma quale computer? In India il cinema è un punto di incontro, l'occasione per stare insieme. I film bisogna guardarli in sala». La prossima "prima" sarà il 29 luglio col gangster movie in tamil Kabali col grande Rajinikanth, l'attore più pagato del Subcontinente'.
Argomenti:
A SALMAN KHAN,
AU CINEMA HINDI,
F LA REPUBBLICA,
INIT EVENTI,
INIT MEDIA,
R ALI A. ZAFAR,
V MULTICULTURALISMO,
V STORIA CINEMA INDIANO
20 agosto 2016
Contro Isis la musica di Bollywood
Vi segnalo l'articolo Contro Isis la musica di Bollywood, di Marta Serafini, pubblicato dal Corriere della Sera il 3 giugno 2016:
'Le chiamano operazioni di psychological warfare, guerra psicologica. Tecniche di disturbo impiegate per far innervosire il nemico e per diminuire la sua forza di propaganda. Secondo i quotidiani di Londra, le SBS, le forze speciali britanniche, e i Jsoc statunitensi stanno utilizzando un nuovo sistema contro i jihadisti. Chiave di volta per far saltare i nervi agli uomini del Califfato è la musica di Bollywood, già messa al bando dai talebani perché considerate blasfema. Risultato, accade che a Sirte, in Libia, dove i jihadisti hanno imposto la sharia (vietando tra le altre cose la musica), da automobili con altoparlanti piazzate vicino ai checkpoint di Isis partano all’improvviso delle canzoni hindu riprodotte a tutto volume. Orario preferito per «iniziare le danze», all’alba mentre i miliziani dormono. Ma non solo. Sulla scia delle operazioni di cyberwarfare lanciate in Libia di recente (...) i militari riescono a inserirsi nelle conversazioni via radio dei jihadisti e, anche in questo caso, fanno partire le canzoni con l’obiettivo di innervosire e disorientare il nemico. «Sono misure che stanno funzionando», ha dichiarato una fonte militare al Mirror. Che ha aggiunto: «Abbiamo anche studiato i loro tempi di reazione nell’individuare la fonte della musica, analizzando i loro punti deboli».'
19 agosto 2016
Saif e Sara Ali Khan in Italia
Lo scorso giugno Saif Ali Khan e la figlia Sara erano in vacanza in Italia. I due sono stati avvistati in un ristorante a Venezia.
Argomenti:
A SAIF A. KHAN,
A SARA A. KHAN,
AU CINEMA HINDI,
INIT ATTORI IN ITALIA
18 agosto 2016
Masaan in Italia
A partire dallo scorso primo giugno, Masaan, diretto da Neeraj Ghaywan, è stato distribuito nelle sale italiane, doppiato nella nostra lingua, col titolo Tra la terra e il cielo. Masaan è interpretato da Richa Chadha e Vicky Kaushal. Proiettato in prima mondiale al Festival di Cannes 2015, sezione Un certain regard, Masaan si era aggiudicato due premi: Prix de l'Avenir e FIPRESCI. A Masaan è stato inoltre conferito il National Film Award per la migliore opera prima. Trailer.
- Recensione di Aldo Spiniello, Sentieri Selvaggi, primo giugno 2016:
'Al suo primo lungometraggio dopo un passato nel mondo del marketing, Neeraj Ghaywan prova ad andare controcorrente. Si fa alfiere di un cinema indipendente, lontano dallo strapotere dell’industria bollywoodiana. E perciò concentra gran parte della sua attenzione sulla dimensione sociale, la critica di un sistema che, nonostante tutte le trasformazioni economiche in atto, è ancora legato ad antiche concezioni discriminanti. La divisione in caste, che influenza ancora nel profondo i rapporti sociali, il peso della religione sulla valutazione morale dei comportamenti. E poi il maschilismo di sostanza, nonostante l’emancipazione femminile sembri andare di pari passo allo sviluppo economico. E poi, su tutto, lo spettro della corruzione e l’incanto demoniaco del denaro. (...) Ma se dal punto di vista degli argomenti, Ghaywan sembra volersi smarcare dalla scintillante produzione mainstream, il suo stile appare pienamente conforme, ben al riparo dal rischio di soluzioni personali, di traiettorie visive dirompenti. Il tono romantico, il linguaggio veloce e accattivante, una confezione di lucida pulizia, l’utilizzo diegetico della musica e delle canzoni. (...) Tutto rientra alla perfezione nei canoni estetici delle maggiori produzioni indiane. Eppure, per uno strano paradosso, è proprio questa convenzionalità di fondo a garantire la tenuta del film. Perché, sebbene il racconto a doppia traiettoria mostri a tratti un eccesso meccanico, Tra la terra e il cielo sa delineare con delicatezza e amore dei personaggi forti, memorabili, grazie anche agli interpreti. (...) Riscoprendo la magia del racconto, Ghaywan segue i suoi protagonisti sul filo di emozioni e sentimenti sinceri, toccanti. E, alla fine, ci lasciamo andare con tenerezza a questo gioco del destino e dell’amore, che si ferma al principio di tutto. Di un’altra storia, tutta da vivere'.
- Recensione di Cristina Piccino, Il Manifesto, 2 giugno 2016: 'Ghaywan costruisce un meccanismo narrativo semplice ma di grande forza, che utilizza una regia precisa, sempre accanto ai suoi bravi attori, senza retorica né sentimentalismi, e in questa infelicità diffusa mescola molti generi, dal melò al tragico al documentario specie nel modo di condurci negli spazi in cui si muovono i personaggi, in strada, tra i gesti di ogni giorno'.
- «Tra la terra e il cielo»: Ghaywan e il passaggio in India, intervista concessa a Luca Pellegrini, Avvenire, 2 giugno 2016:
'«Lavoravo in una società - racconta il cineasta di Mumbai -, mi occupavo di economia, ma ero in crisi, avevo abbandonato tutto perché mi piaceva il cinema, da sei mesi i miei genitori non mi rivolgevano più la parola. Un amico mi aveva parlato dei ghat a Varanasi, le gradinate di pietra che conducono agli argini del Gange dove si incontrano i fedeli che si immergono nelle acque del fiume sacro e pregano e dove tradizionalmente vengono accese le pire per le cremazioni. Mi aveva spiegato che chi si occupa di cremare i corpi è privo di ogni emozione e gestisce il lavoro secondo codici antichissimi. Sono rimasto affascinato dal suo racconto. Ho cominciato così a immaginare la storia di Deepak, che appartiene alla casta degli intoccabili, i dalit, perché soltanto loro possono fare questo lavoro, considerato un atto impuro. L’idea era quella di seguire lo sviluppo anche emozionale di una persona che è a contatto con la morte ogni giorno».
Come si è preparato al film?
«Ho studiato due anni quell’ambiente, mi sono trasferito a Varanasi per parlare con le persone che lavorano giorno e notte sui ghat, per osservarli, capire il senso del loro lavoro. A dire il vero, nemmeno gli indiani sanno molto degli addetti alle cremazioni. Per questo dovevamo essere molto precisi. Ho cominciato a scrivere la sceneggiatura, mettendo insieme i volti e le storie che avevo visto e ascoltato».
È stato difficile girare le scene delle cremazioni?
«All’inizio avevamo deciso di girare sui veri ghat ma poi abbiamo pensato che non sarebbe stato rispettoso per le persone che nel lutto piangono i loro morti. Così abbiamo trovato un ghat abbandonato e lì abbiamo allestito il set per girare le scene più intense».
Mark Twain disse della città sacra di Varanasi: “È più antica della storia, più antica della tradizione, persino più antica della leggenda e ha l’aria di essere più antica di tutte e tre messe insieme”. Che cosa rappresenta per lei Varanasi?
«È conosciuta come la città dei morti, il luogo più sacro dell’India, dove la gente si prepara a morire perché per la religione induista solo così puoi accedere alla salvezza. Eppure la gente che ci lavora è talmente piena di vita! Parlano di tutto: di sport, cibo, politica, cultura, divertimento. Ho percepito un enorme contrasto. Ma Varanasi fino ad oggi era stata rappresentata al cinema come un luogo esotico o ancor peggio turistico, mentre io volevo descriverla così come è. Comunque il mio film non è sulla città ma sulla gente che vi abita. Volevo tornare all’umanità dell’India e alle sue contraddizioni e raccontarle dal punto di vista dei giovani».
I quali si trovano come accerchiati, però, dalla forza delle tradizioni.
«Siamo una grande democrazia ma fronteggiamo ogni giorno la tradizione legata alla nostra cultura. Varanasi ne è lo specchio, il simbolo. Il film rappresenta questa realtà: c’è gente anziana ma anche giovani che affrontano questo stato di cose. Il nostro è un mondo soggetto al cambiamento. I ragazzi vogliono emanciparsi da queste imposizioni, si sentono prigionieri. Non a caso, ciascuno dei protagonisti del film desidera fuggire, magari solo dalla sua condizione. Poi c’è il problema delle caste, che nel nostro Paese è ancora grandissimo. Nessuno lo vuole affrontare perché è troppo complesso. Nel film il problema non è centrale, ma c’è. Deepak è un dalit, ambizioso, vuole affrancarsi da questo giogo, essere se stesso, innamorarsi della ragazza che gli piace. È un bravo studente, cerca un lavoro. Devi invece è tranquilla, vuole solo conoscere se stessa e amare il suo ragazzo. Ma anche questo in India può essere un problema, perché la nostra è una società protezionistica e protettiva».
Ma lei nel suo film dimostra anche un profondo amore per l’India...
«Sì, ma non voglio nemmeno passare per un nazionalista. Voglio solo riconoscere che ci sono cose giuste e cose sbagliate. Non giudico e non commento. C’è modernità e chiusura, gli anziani non amano che le tradizioni siano messe in discussione. Nel film c’è un poliziotto corrotto che ricatta il padre di Devi, il quale si trova nel mezzo di questi due mondi, perché è anche colto e progressista. Ma entrambi sono in una situazione di degrado: l’uno vuole evitare lo scandalo e uscire dall’umiliazione in cui lo ha portato il comportamento della figlia, e per questo accetta di corrompere, l’altro sfrutta questa debolezza. Sono tutti e due moralmente riprovevoli. Come regista ho cercato di mantenere una bussola morale».
Ha affermato che il tema della morte aleggia su tutti i suoi personaggi. Perché?
«Nel film c’è il tema della perdita, ma anche la necessità di affrontarlo in modo catartico. Non si tratta solo di perdere qualcuno di amato, ma di fare di tale perdita un modo per crescere, per diventare più saggi. È quello che succede a Deepak che accetta la morte improvvisa di Shaalu e a Devi che capisce il punto di vista del padre. Tutti e due aspirano a raggiungere un luogo. Per me il film è un racconto di formazione, in cui il dolore può essere positivo e non portare alla disperazione».
Nella scena finale, assai evocativa, i due ragazzi che poco prima si erano incontrati nel pianto, salgono su una piccola barca, al tramonto.
«Due persone come loro, colpite così duramente, cercano di liberarsi dal peso del dolore. Hanno capito che quanto è successo loro in passato se ne sta andando e che sono finalmente liberi di poter affrontare il futuro, qualsiasi esso sia. La barca naviga verso uno dei luoghi più sacri per la religione indù, il Sangam, ossia la confluenza di tre fiumi, Gange, Yamuna e il mitico Saraswati: per loro è una meta anche metaforica, dove potrebbe avvenire la rigenerazione. Rasserenati, stanno pacificamente andando incontro alla speranza».'
Aggiornamento del 20 ottobre 2016: da oggi è in vendita il DVD di Tra la terra e il cielo. Nei contenuti speciali solo il trailer. L'audio è in italiano e in hindi con sottotitoli in italiano.
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A RICHA CHADHA,
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15 agosto 2016
Shah Rukh Khan: Il 're di Bollywood' e l'immigrazione
Vi segnalo l'articolo Il «re di Bollywood» e l'immigrazione. Se negli Usa la realtà supera il cinema, pubblicato oggi dal Corriere della Sera (sorvolo sulla fotografia):
'Shah Rukh Khan è l’attore più famoso dell’India, e nel 2009 aveva recitato in un film in cui un indiano che arriva negli Usa deve convincere gli agenti che non è un terrorista. Ma per tre volte dal 2009 è stato davvero fermato per ore dai funzionari in aeroporto.
«Comprendo e rispetto appieno i controlli di sicurezza nel mondo in cui viviamo oggi, ma essere trattenuto dall’immigrazione americana ogni maledetta volta è davvero una seccatura». A parlare, via Twitter, è Shah Rukh Khan, 50enne attore indiano soprannominato «King Khan» o «re di Bollywood». Nella galassia scoppiettante e miliardaria dell’industria cinematografica indiana, Khan è il volto più noto. In India è una star così famosa che in certi casi si sfiora l’idolatria. Nel cinguettio dello scorso 12 agosto, Khan ha espresso tutto il suo disappunto e il suo lamento per l’ennesima esperienza di alcune ore di detenzione e controlli da parte del dipartimento all’Immigrazione degli Stati Uniti dell’aeroporto internazionale di Los Angeles. A dire il vero, Shah Rukh Khan non aveva menzionato il nome e la località dell’aeroporto in cui era stato trattenuto. A farlo, sempre via twitter, Rich Verma, l’ambasciatore americano in India, che si è voluto pubblicamente scusare col celebre attore per l’inconveniente: «Ci perdoni per il problema all’aeroporto di Los Angeles. Stiamo lavorando per assicurarci che non accada di nuovo. Il suo lavoro è fonte d’ispirazione per milioni di persone, anche negli Usa».
Il film che ha anticipato la realtà
In effetti quel «stiamo lavorando per assicurarci che non accada di nuovo» è indicativo: questa è la terza volta che il divo bollywodiano Shah Rukh Khan finisce nelle inflessibili grinfie dei controlli dell’immigrazione americana negli aeroporti. Dei buchi neri spazio-temporali in cui si viene sottoposti a sessioni di domande disparate che possono durare anche diverse ore. Dalle origini della propria famiglia - e un cognome come Khan, di origine mongola ma diffuso in tutta l’Asia centrale, soprattutto tra i musulmani, non aiuta - fino alle proprie abitudini e occupazioni.
La piccola odissea personale di Shah Rukh Khan con l’immigrazione americana è iniziata nel 2009. E il primo episodio sembra davvero tratto dalla sceneggiatura di una commedia cinematografica: atterrato nello scalo di Newark, nel New Jersey, per promuovere il film «My name is Khan», Il mio nome è Khan, l’attore nato a Nuova Delhi è trattenuto per diverse ore nelle stanze dei controlli di sicurezza. Ironia della sorte, il film parla proprio della discriminazione razziale dei musulmani dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001, in cui il protagonista interpretato da Khan finisce al centro di numerosi equivoci all’aeroporto di San Francisco dove deve lottare per convincere gli agenti che non è un terrorista. L’altro episodio nel 2012 a White Plans, New York, mentre stava andando a tenere un discorso agli studenti di Yale. Altra disavventura sopportata con stile: «Ogni volta che mi sento troppo arrogante, faccio un viaggio in America», ha detto alla giovane e divertita platea dell’università americana.
Una grande lezione di umiltà
Ma al di là del tweet di sfogo, anche questa volta il «re di Bollywood» ha poi reagito con grande eleganza e simpatia. Sempre attraverso il social network, ha fatto una sorta di piccola cronaca commentata dell’evolversi degli eventi. Con punte di raffinata ironia: «Il lato divertente della vicenda è che, mentre aspetto, posso catturare qualche bel Pokémon», mostrandosi un fan e un giocatore del gioco Pokémon Go. E a chi gli manifestava solidarietà insultando i funzionari dell’immigrazione dell’aeroporto e affermando che «anche il personale diplomatico americano è sottoposto a controlli extra», l’attore indiano ha dato una grandissima lezione di dignità e umiltà: «Non ci sono cretini (in aeroporto, ndr) signora. Rispetto il protocollo, non mi aspetto di esserne al di sopra. Apprezzo la sua cortesia, ma è solo un inconveniente».'
Ecco il testo originale del botta e risposta erroneamente tradotto nell'articolo:
@NishaBiswal: 'Sorry for the hassle at the airport, @iamsrk - even American diplomats get pulled for extra screening!'
@iamsrk: 'No hassle madam. Respect the protocol, not expecting to be above it. Appreciate your graciousness, it's just inconvenient'
Nisha Biswal, di origini indiane, è una funzionaria del governo americano.
Vedi anche Shah Rukh Khan a Yale
Argomenti:
A SHAH RUKH KHAN,
AU CINEMA HINDI,
F CORRIERE DELLA SERA,
INIT MEDIA
14 agosto 2016
Locarno Film Festival 2016
Ieri sera, nella magica cornice della Piazza Grande, si è conclusa la 69esima edizione del Locarno Film Festival (3-13 agosto 2016) con la proiezione, fuori concorso, di Mohenjo Daro, la nuova pellicola in costume scritto e diretto da Ashutosh Gowariker, interpretato da Hrithik Roshan, Pooja Hegde (al suo debutto a Bollywood) e Kabir Bedi. La colonna sonora è di A.R. Rahman. Trailer. L'evento è stato introdotto dallo stesso regista e da Kabir, entrambi ospiti della manifestazione.
MD è in distribuzione nelle sale indiane da venerdì 12 agosto. L’accoglienza della critica e del pubblico è stata tiepida. Vi ricordo che la prima italiana di MD è prevista per oggi alle ore 15.00 al cinema Beltrade di Milano, con altre proiezioni alle ore 18.00, alle ore 21.00, domani alle ore 16.00 e alle ore 20.00, e martedì alle ore 20.00. In cartellone anche a Genova, al cinema Cappuccini, oggi alle ore 17.00. E non può mancare Roma: cinema Giulio Cesare, il 14, 15 e 16 agosto.
Argomenti:
A HRITHIK ROSHAN,
A KABIR BEDI,
A POOJA HEGDE,
AU CINEMA HINDI,
FEST 2016,
FEST LOCARNO,
INIT VARIE,
POST 2016,
R ASHUTOSH GOWARIKER,
V PHOTO GALLERY,
V TRAILER
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