14 febbraio 2019

Rakht Charitra I/II: recensione

[Blog] Una storia estremamente tragica, estremamente violenta, ambientata in una città dell'Andhra Pradesh nella quale la brutalità e i massacri sembrano, agli sventurati abitanti che la popolano, l'unica realtà possibile. Non c'è nemmeno rassegnazione, solo un'anestetizzata indifferenza dettata dall'abitudine e dall'assuefazione. Milizie armate private ovunque. Forze dell'ordine impotenti quando non conniventi. Politici corrotti e disumanizzati. Discriminazioni castali. Giustizia e ordine sociale inesistenti. Un mondo primitivo intriso di ferocia, vendetta, sangue, morte. Privo di redenzione. Un film dell'orrore innestato nel quotidiano. Nessuno è innocente. Le vittime non perdono tempo a riciclarsi in carnefici, col plauso dei familiari. Le donne e i bambini non battono ciglio. Ram Gopal Varma, narrando le vicende curiosamente simili di Ravi e di Surya, sostiene che chiunque, spinto dalle circostanze, può trasformarsi in un assassino. Non esiste un limite fra vendetta personale e sterminio indiscriminato, perchè lo si valica agilmente quando il dolore viene compenetrato da un groviglio incendiario di orgoglio, odio e sete di potere.