6 maggio 2012

Anurag Kashyap si racconta

Vi segnaliamo un video non proprio recente - risale al settembre 2011 -, ma che ci aiuta a capire chi è realmente Anurag Kashyap. Il regista racconta con grande sincerità al pubblico brasiliano la sua esperienza nell'industria cinematografica di Mumbai. Il suo intervento dura quasi venti minuti, ed è in inglese con sottotitoli in inglese.

La Russia e Bollywood

E' un fatto ormai riconosciuto: non solo la Germania, ma anche la Russia, malgrado un irrisorio tasso di immigrazione indiana, è follemente innamorata del cinema popolare in lingua hindi. Nella ex Unione Sovietica l'amore sbocciò nel 1952, quando Awaara di Raj Kapoor fu distribuito nelle sale del Paese. Due anni dopo Raj venne accolto dal pubblico con grande entusiasmo: la sua automobile (con l'attore/regista blindato all'interno) venne letteralmente sospinta da una folla di ammiratori dalla sala cinematografica all'hotel. Lo scorso 13 aprile, quando il ministro degli esteri indiano, inaugurando a Mosca un festival di cinema indiano (per saperne di più: clicca qui), ha menzionato Raj Kapoor, nella sala gremita si è scatenato un fragoroso applauso. Sharman Joshi, alla proiezione di 3 idiots, è stato osannato dagli spettatori. Eppure è dal 1992 che i film hindi non vengono distribuiti in Russia. The Times of India ha pubblicato oggi ben due articoli dedicati all'argomento: Give comrades Bollywod e After Awaara, I fell for Nargis (intervista concessa da un traduttore russo di pellicole hindi).

Cinema e pubblicità

The Times of India oggi ha pubblicato un articolo, The Khans do, Rajinikanth doesn't, nel quale viene analizzato il rapporto fra cinema, sport e pubblicità. L'India è un Paese in vertiginosa crescita, quindi un mercato sempre più ampio. I grandi marchi si contendono a suon di compensi stellari giocatori di cricket e superstar del cinema (principalmente di Bollywood) come testimonial. Gli attori utilizzano i contratti pubblicitari anche come veicolo promozionale per i loro film, o consentono il product placement al fine di comprimere i costi delle pellicole. In tal senso, Shah Rukh Khan è un mago. Il trio regale dei Khan - Aamir, Salman e Shah Rukh - è il più richiesto dai marchi. Fra le attrici, Kareena Kapoor e Katrina Kaif sono le testimonial più desiderate. Ma anche le nuove leve si buttano nella mischia: un buon contratto pubblicitario significa la sopravvivenza economica pur senza film all'orizzonte. A Kollywood, il leggendario Kamal Haasan solo ora, a 57 anni, ha accettato di promuovere un marchio. Mentre la supersuperstar Rajinikanth rifiuta persino di incontrare gli agenti pubblicitari. Pare che una nota casa produttrice di bevande lo stia corteggiando dal 2006, innalzando di continuo l'offerta economica pur di ingaggiarlo. Rajinikanth 'has achieved a status that is beyond these and frankly, does he even have a price?'. In effetti...

Autumn in my heart - Saptarshi Basu

Recensione del romanzo Autumn in my heart di Saptarshi Basu edito da Time Group Books. The Times of India

How to fight Islamist terror from the missionary position - Tabish Khair

Recensione del romanzo How to fight Islamist terror from the missionary position di Tabish Khair, edito da HarperCollins Publishers India. Hindustan Times

Bitter Wormwood - Easterine Kire

Recensione del romanzo Bitter Wormwood di Easterine Kire, pubblicato da Zubaan Books. Hindustan Times

Writings on India

Metropoli d'Asia ha segnalato un lungo articolo redatto da Patrick French, Writings on India, pubblicato da Hindustan Times il 21 aprile 2012. French analizza, anche da un punto di vista storico, la diversa percezione dell'India da parte di autori stranieri, indiani, e indiani residenti all'estero. E, prendendo atto del numero sempre più alto di nuovi scrittori in lingua inglese originari del subcontinente, si chiede: ma è ancora possibile, per un autore non indiano, occuparsi di India?

Anurag Kashyap: Keeping it real was top priority

Box Office India in questo articolo pubblicato il 4 maggio 2012 ha raccolto alcune dichiarazioni del regista Anurag Kashyap in relazione a Gangs of Wasseypur, il film in due parti che verrà proiettato a Cannes. Com'è nata l'idea di GOW? 'I went to watch Kalki’s (Koechlin) play at Prithvi and was sitting at the café. A guy spotted me sitting alone and started narrating his story. His name was Zeeshan Quadri. I knew immediately that I would make this film. In Wasseypur, people actually live their lives as if they were in a Hindi film'. Alcune considerazioni sono davvero esilaranti: '(parlando del cast) I am also introducing Tigmanshu Dhulia in the film and have given him a lot of screen space, unlike what he did to me in his film Shagird'. E ancora: 'My film has 25 item songs in it. Every character is an item. In fact, the entire film is an item'.

Abhay Deol: Tamil for me is my cousin Esha

Shanghai
Vi segnaliamo l'intervista concessa da Abhay Deol a The Times of India, pubblicata ieri.

Mahesh Bhatt: Emraan doesn't need me anymore

Singolare carriera quella del clan dei Bhatt. Parallela alla Bollywood che conta, i Bhatt hanno continuato negli anni a dirigere e produrre i film che volevano realizzare, incuranti degli argomenti trattati - spesso volutamente pruriginosi - e delle superstar che chiedevano compensi troppo onerosi. I titoli della Vishesh Films hanno conquistato una fetta considerevole di mercato. Sono pellicole perlopiù di intrattenimento puro, contraddistinte da colonne sonore molto accattivanti e da sequenze audaci per gli standard indiani. Ma il clan ha anche il merito, negli ultimi anni, di aver creato una star ormai di prima grandezza - Emraan Hashmi, componenente della stessa famiglia -, e di aver prodotto il miglior lavoro, ad oggi, di Anurag Basu, Gangster. Vi segnaliamo un'interessante intervista rilasciata da Mahesh Bhatt (proprietario della Vishesh Films in società col fratello Mukesh) a Rediff e pubblicata ieri. Fra l'altro leggiamo un particolare agghiacciante che riguarda Jannat 2, ultimo titolo di successo targato Vishesh Films, distribuito nelle sale venerdì: 'I was sitting in my old office at Juhu when a young man came and told the receptionist that he wanted to meet me. When she refused to let him in, he took out a country-made pistol from his bag and fired one shot at one of the doors. This is something we enact on the sets and enhance it for cinematic experience, but it was happening in real life! Then, the writer of the film, Shagufta Rafique, was a victim of illegal arms. Her brother-in-law Brij Sadanah (who directed the film Victoria No. 203) got drunk one day, killed his wife and daughter, and ultimately shot himself dead. These incidents became the trigger'.

Shanghai: Imported Kamariya e Bharat Mata Ki Jai

Ci credereste? Dibakar Banerjee ha incluso nel suo Shanghai un'item song, Imported Kamariya, composta da Vishal-Shekhar e visualizzata dalla modella britannica Scarlett Mellish Wilson. E dal momento che siamo in argomento, vi segnaliamo anche il brano Bharat Mata Ki Jai, il cui testo, redatto dallo stesso Banerjee, in India ha suscitato un vespaio.

Shahid Kapoor e Kunal Kohli: video chat

Vi segnaliamo la video chat organizzata qualche giorno fa con Shahid Kapoor e il regista Kunal Kohli. Shahid, superfluo precisarlo, è tutto da guardare. Riportiamo il commento più divertente (e disperato) di una fan: 'FUCK MY LIFE! I MISSED THIS! I SHOULD DIE!'. Siamo sinceramente solidali...

Satyamev Jayate: prima puntata

La foto del giorno - E' una domenica particolare: poche ore fa è andata in onda la prima puntata dello show televisivo più atteso del 2012, Satyamev Jayate, condotto dalla superstar Aamir Khan. Twitter è sommerso da messaggi entusiastici di celebrità e di spettatori comuni. Questa mattina otto dei primi dieci trending topics in India erano correlati a SJ, fra cui persino #Doordarshan (probabilmente per la prima volta). Il profilo del programma è andato in tilt a causa del numero massiccio di contatti. I media indiani hanno costretto i giornalisti agli straordinari festivi: tutti i maggiori quotidiani hanno già pubblicato le recensioni del primo episodio (Hindustan Times). Stiamo scrivendo col video ufficiale della puntata, purtroppo in hindi, in sottofondo. Aamir è in grande forma, e la scelta di realizzare lo show non in inglese rivela l'intenzione di raggiungere il vastissimo pubblico indiano non necessariamente urbano e upper class. Il tono sembra vagamente melodrammatico e populista, ma il tema trattato, l'infanticidio femminile, una delle peggiori piaghe sociali del Paese, è di sicuro impatto. Alcune donne hanno raccontato le loro tragiche esperienze personali. Aamir ha inaugurato una campagna sociale, invitando tutti gli spettatori ad aderire, per spingere il governo del Rajasthan a condannare i medici colpevoli di praticare aborti illegali di feti femminili, medici i cui reati sono stati pubblicamente esposti da coraggiosi giornalisti locali. Vi segnaliamo anche il video del brano musicale che identifica il primo episodio: O Ri Chiraiya. Business of Cinema, Rediff.

Rajat Kapoor e Ranvir Shorey presentano Fatso!

Distribuito nelle sale (in un numero limitato di copie) venerdì, Fatso! sta lottando contro il gigante Jannat 2 per crearsi uno spazio. Vi segnaliamo l'intervista video concessa dal regista Rajat Kapoor e dall'attore Ranvir Shorey a Bollywood Hungama.

Indian media & entertainment: trends

Box Office India il 28 aprile 2012 ha pubblicato un'analisi delle prospettive future del settore mediatico e di intrattenimento, settore in continua crescita in India, al contrario di quanto avviene nel resto del mondo. Il potenziale è dunque enorme, sia per quanto concerne il consolidamento dei media tradizionali, sia per l'esplosione della fruizione dei nuovi media. Nel Paese si contano 80 mila quotidiani, 600 canali televisivi, 12 mila sale cinematografiche.

Special documentary on 100 years of Indian cinema

Bollywood Hungama il 2 maggio 2012 ha pubblicato un articolo nel quale rivela che alcuni noti registi starebbero progettando un documentario per celebrare il centenario del cinema indiano. Karan Johar, Anurag Kashyap, Zoya Akhtar e Dibakar Banerjee dovrebbero realizzare quattro cortometraggi della durata di venti minuti ciascuno. E' trapelato che il corto di Zoya dovrebbe intitolarsi Sheila Ki Jawaani, e, attraverso le vicende dell'ossessione di un ragazzo per la nota canzone, narrare la storia del fenomeno item song nel cinema popolare. Katrina Kaif e Ranveer Singh potrebbero offrire un cameo. Priyanka Chopra dovrebbe invece partecipare al progetto di Anurag Kashyap.