6 maggio 2012

Mahesh Bhatt: Emraan doesn't need me anymore

Singolare carriera quella del clan dei Bhatt. Parallela alla Bollywood che conta, i Bhatt hanno continuato negli anni a dirigere e produrre i film che volevano realizzare, incuranti degli argomenti trattati - spesso volutamente pruriginosi - e delle superstar che chiedevano compensi troppo onerosi. I titoli della Vishesh Films hanno conquistato una fetta considerevole di mercato. Sono pellicole perlopiù di intrattenimento puro, contraddistinte da colonne sonore molto accattivanti e da sequenze audaci per gli standard indiani. Ma il clan ha anche il merito, negli ultimi anni, di aver creato una star ormai di prima grandezza - Emraan Hashmi, componenente della stessa famiglia -, e di aver prodotto il miglior lavoro, ad oggi, di Anurag Basu, Gangster. Vi segnaliamo un'interessante intervista rilasciata da Mahesh Bhatt (proprietario della Vishesh Films in società col fratello Mukesh) a Rediff e pubblicata ieri. Fra l'altro leggiamo un particolare agghiacciante che riguarda Jannat 2, ultimo titolo di successo targato Vishesh Films, distribuito nelle sale venerdì: 'I was sitting in my old office at Juhu when a young man came and told the receptionist that he wanted to meet me. When she refused to let him in, he took out a country-made pistol from his bag and fired one shot at one of the doors. This is something we enact on the sets and enhance it for cinematic experience, but it was happening in real life! Then, the writer of the film, Shagufta Rafique, was a victim of illegal arms. Her brother-in-law Brij Sadanah (who directed the film Victoria No. 203) got drunk one day, killed his wife and daughter, and ultimately shot himself dead. These incidents became the trigger'.