29 agosto 2015

Herogiri: le riprese in Italia

[Archivio] Nell'ottobre 2014 la troupe del film bengali Herogiri era in Italia per girare alcune sequenze. Capri e Milano fra le località prescelte. Herogiri è diretto da Ravi Kinagi e interpretato da Dev e Koel Mallick, due attori ormai di casa nel nostro Paese. Video dei brani Maria e Janemon. Le fotografie ritraggono i set allestiti a Capri.




Asiatica Film Mediale 2014

[Archivio] La 15esima edizione dell'Asiatica Film Mediale si è svolta a Roma dal 26 settembre al 4 ottobre 2014. In cartellone Ankhon Dekhi di Rajat Kapoor. Il regista ha partecipato all'evento.

Yamaleela 2: le riprese in Italia

[Archivio] La troupe del film telugu Yamaleela 2 era in Italia, a fine luglio 2014, per girare alcune sequenze fra Trento, Riva del Garda, Arco, Madonna di Campiglio e pare anche Milano. Y2 è diretto da S.V. Krishna Reddy e interpretato da K.V. Satish e Diah Nicolas. Video del brano Prana Bandama.

Rani Mukherjee: I got married in a Bengali way

[Archivio] Il 22 aprile 2014 Caterina riportava la notizia bomba del matrimonio di Rani Mukherjee e Aditya Chopra celebrato in Italia (clicca qui). Il 20 agosto dello stesso anno l'attrice rivelava la località esatta: Cortona, in provincia di Arezzo. In rete circolava la voce che la lussuosa struttura prenotata dalla coppia fosse Il Falconiere. I got married in a Bengali way, Rajeev Masand, CNN News18: 
'Talking about her D-day the actress says, "It was like a dream wedding, I might sound corny, what else could be the marriage of a Yash Chopra Bahu [nuora]? It had to be romantic and it was at an Italian country side, in a place called Cortona. It was one of the most famous places to get married. My wedding was attended by 20 people including my brother's kids and father's nurse. I got married in a Bengali way'."

Mostra del Cinema di Venezia 2014

[Archivio

La 71esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia si è svolta dal 27 agosto al 6 settembre 2014. La nota scrittrice Jhumpa Lahiri era membro della giuria nella selezione ufficiale. L'India ha avuto più di un motivo per celebrare: 
- Court (lingua marathi, hindi, inglese e gujarati), di Chaitanya Tamhane (classe 1987), ha vinto il premio per il miglior film nella sezione Orizzonti e il premio Luigi De Laurentiis per la migliore opera prima.
- Il film muto Asha Jaoar Majhe (produzione bengali ispirata a L'avventura di due sposi di Italo Calvino), di Aditya Vikram Sengupta, è stato proiettato nell'ambito della rassegna autonoma Giornate degli Autori, e si è aggiudicato il premio per il miglior regista esordiente. 
Segnalo inoltre Words with Gods, pellicola internazionale che raccoglie nove storie dirette da registi diversi, fra cui Mira Nair.

Chaitanya Tamhane


Vivek Gomber


RASSEGNA STAMPA/VIDEO

- Video ufficiale del conferimento dei premi a Tamhane (minuto 6.40 e minuto 9.00). 
- Recensione di Court di Renato Loriga, Sentieri Selvaggi, 4 settembre 2014:
'Diventa presto chiaro, però, che l’apparente semplicità del film cela un discorso ben più profondo e stratificato. (...) Ciò che importa al regista però non è l’intrattenimento: le scene di tribunale si svolgono con distesa tranquillità, quasi con noia. Gli elementi procedurali vengono discussi, ma non portano a nessuna soluzione. Sembra quasi che, tanto il giudice quanto gli avvocati non siano poi così coinvolti dal caso in discussione, come invece ci hanno abituati innumerevoli film occidentali dello stesso genere. La scelta compositiva di Tamhane si configura innanzitutto come programmatica e solo in secondo luogo estetica: facendo unicamente ricorso alla camera fissa, col passare del tempo vediamo come la mdp non segua la trama o i suoi protagonisti. Quando la loro udienza è finita ed essi escono dalla stanza, la camera indugia ancora sulla stanza, mentre altri personaggi e altre udienze iniziano. Questi minuti all’apparenza inutili, che tradiscono le aspettative verso un risolversi del plot principale, sono come uno scossone al film intero, che esce da presunte traiettorie obbligate per mostrare come accanto ad una storia ne esistono centinaia di altre. Se in primo momento siamo portati a pensare che [l'imputato] e il suo avvocato difensore siano i protagonisti, presto il film sembra dimenticarli, interessandosi invece alla quotidianità del pubblico ministero e del giudice, al di fuori del loro lavoro in tribunale. Vengono mostrati insieme alle loro famiglie, nelle loro abitazioni, nell’atto di compiere i più semplici e, per noi spettatori, inutili gesti. Lavorando per sottrazione drammatica, Tamhane confeziona un film dall’alto valore politico, scardinando le fondamenta di un genere codificato come il courtroom drama, per firmare una forte accusa non dichiarata delle assurdità del sistema giuridico indiano, che si accompagna a un più ampio, ma sottile, discorso sociale e politico. Ogni personaggio riceve non tanto un approfondimento psicologico quanto uno studio d’ambiente. Con fare documentaristico, ognuno è ritratto nei suoi luoghi, al di fuori dell’aula di tribunale, dove mostra non la sua veste ufficiale ma i panni di uomo o donna qualunque, di essere umano. E di fronte a queste scene, spesso configurate come composizioni ad ampio respiro dove più punti di fuga e nuclei d’azione hanno luogo all’interno della stessa inquadratura, ogni persona si fa uguale, allo stesso modo ridicola e inerme, di fronte all’incomprensibilità del sistema'.

Aditya Vikram Sengupta, Venezia 2014

- Recensione di Court di Mayank Shekhar, Open, 7 gennaio 2015:
'The best Indian film I saw in 2014 was a Marathi movie. (...) Despite its setting, Court isn’t exactly a courtroom drama, at least not in the way we know it from movies that are so self-aware of being part of a well-meaning, preachy genre. (...) This is an anti-genre film. Since there is no such term, we call them art-house movies! It’s also easy to mock or berate the ‘system’ or expose its rottenness from the inside. Court, a deeply humanistic account, delves into the lives of those who comprise that ‘system’: whether it’s the public prosecutor, the defendant, a human rights activist, or the judge. Just the patient unravelling of the characters’ regular, mundane day puts Court on par with the finest in contemporary world cinema'.

Mira Nair

- Recensione di Court di Raja Sen, Rediff, 17 aprile 2015, *** 1/2:
'An Indian courtroom is not a place you want to be. (...) It is in this world that Chaitanya Tamhane's impressive directorial debut Court is set, and the director takes his time making us watch paint dry. (...) Tamhane, who dwells on every detail, makes it clear that the tiny technicalities matter while the big picture is much less important. Court, similarly, works far better in parts than as a whole. A highly understated film, it features some marvellous vignettes illustrating class divide and changing mindsets. (...) The film's cast is inspiringly good. (...) Vivek Gomber, also the film's producer, is impressively understated as the defence attorney, but his performance is marred by the way he self-consciously wears his belly like a costume, drawing attention to it and sticking it out, completely at odds with the rest of his character. A constant problem with Court, however, lies in just how ghastly the film's extras are, with almost every person in a non-speaking role doing a jarringly bad job. (...) Tamhane's predilection for making a shot tick on longer than we expect - or, indeed, than it should - is an interesting way to build up audience discomfort but the extras squirm harder than we do'.

Jhumpa Lahiri e Carlo Verdone

- Recensione di Court di Rahul Desai, Mumbai Mirror, 3 giugno 2015, **** 1/2:
'Chaitanya Tamhane (...) constructs, with stunning authenticity, a grassroots trial that lays bare the follies of a profession subject to eternal cinematic exaggeration. (...) Tamhane creates an illusion of going behind the scenes; everyday lives are captured with the murky pragmatism of a docudrama. (...) In combining this unsettling level of realism with fiction, in telling a story without having to read it out, the mirror he casts on Indian law-keepers is unsparing, almost patronizing. Court is the movie equivalent of a film critic sitting back and smirking, quietly bemused, at mediocrity unfolding on screen. (...) Tamhane, unlike most directors, doesn't feel the need to celebrate his culture and craft. He creates a self-explanatory portrait, with views for everyone to see. The painstaking strength of this film could also be misconstrued as its weakness; Court is perhaps so good a movie that it doesn't look like one. It is unyielding, funny, mundane, occasionally boring and thought provoking, if only in hindsight. Just like life. Live it'.










16 dicembre 2014

Qissa, The Tale of a Lonely Ghost : Recensione


[Blog] Recensione di Qissa: The Tale of a Lonely Ghost, bellissimo film di Anup Singh con Irrfan Khan, Tillotama Shome, Tisca Chopra e Rasika Dugal. Film che ha aperto la retrospettiva dedicata ad Irrfan Khan nell'edizione del River To River FIFF appena conclusa.

13 dicembre 2014

River to River Florence Indian Film Festival : I vincitori della 14a edizione


Ieri sera presso il Cinema Odeon si è chiusa la 14a edizione del River to River Florence Indian Film Festival. Ecco i vincitori delle tre categorie in concorso: 

Longometraggio : Sold the Movie, diretto da Jeffrey D. Brown, tratto dal romanzo di Patricia Mc Cornick Sold. Storia di una ragazzina nepalese venduta a un bordello di Kolkata. Tra i produttori della pellicola l'attrice inglese Emma Thompson.

Sold the Movie

Cortometraggio : Hechki, diretto da Kartik Singh, delizioso short movie girato a New York il cui protagonista è un venditore di rose bengalese stressato da un lunghissimo attacco di singhiozzo.

Hechki

Ducumentario: Chronicle of a Temple Painter, di Shravan Katikaneni, storia di un pittore di immagini sacre hindu che decide di crescere una bambina musulmana sopravvissuta ad un attacco terroristico a Hyderabad. 

Chronicle of a Temple Painter

La manifestazione ora si sposa a Roma presso il Nuovo Cinema Aquila dove, nella giornata di oggi, 13 dicembre, e di domani, saranno proiettate le pellicole vincitrici e una selezione dei titoli della rassegna fiorentina appena conclusa.

9 dicembre 2014

Irrfan Khan ospite d'onore del River to River



[Blog]  Irrfan Khan ospite d'onore della 14a edizione del River to River ha partecipato alla manifestazione per ben tre giorni, il 6 dicembre per la conferenza stampa e l’apertura del festival, il 7 dicembre per la premiere italiana di Qissa seguita dall’incontro con il pubblico in presenza anche del regista Anup Singh, e l’8 dicembre per la prima proiezione in Italia di Paan Singh Tomar, capolavoro di Tigamanshu Dhulia.  L’attore, elegante e casual, fin dal primo giorno ha incantato tutti con l’intensità del suo sguardo e con la sua presenza.
Sul palco del Cinema Odeon, il 7 dicembre, prima che venisse proiettata la prima pellicola della sua retrospettiva  il sindaco di Firenze Dario Nardella ha onorato Irrfan Khan consegnandogli le chiavi della città.

19 novembre 2014

Vellaiyilla Pattathari : Recensione


[Blog] Recensione di Vellaiyilla Pattathari (2014), il nuovo film con la star tamil Dhanush diretto dal debuttante Velraj. Nel cast anche Amala Paul e Saranya Ponvannan.

3 novembre 2014

Jatt & Juliet : Recensione


[Blog] Recensione di Jatt & Juliet (2012), simpatica commedia romantica della cinematografia in lingua punjabi. Con Diljit Dosanjh e Neeru Bajwa. Diretto da Anurag Singh.

22 ottobre 2014

Humpty Sharma ki Dulhania : Recensione


[Blog] Recensione di Humpty Sharma ki Dulhania, film romantico con Alia Bhatt e Varun Dhawan. Diretto dal debuttante Shashank Shukla al suo debutto cinematografico per la Dharma di Karan Johar.

8 giugno 2014

Dil Dhadakne Do: le riprese in Italia

In questi giorni la troupe di Dil Dhadakne Do, il nuovo film diretto da Zoya Akhtar, è in Italia per girare alcune sequenze. Gli attori hanno visitato diverse località (Napoli, Roma, Firenze, Portovenere), e puntualmente condiviso fotografie e commenti. Ad esempio, Farhan Akhtar ha scritto: 'The view down the Arno from Ponte Vecchio, Florence... art, culture, food at its Italian best'. E Deepika Padukone (non scritturata per la pellicola) è stata avvistata a Capri, dove ha raggiunto il fidanzato Ranveer Singh. Completano il cast Anil Kapoor, Shefali Shah, Anushka Sharma e Rahul Bose.

Anil Kapoor

Priyanka Chopra a Portovenere

Anushka Sharma


Le prime del 6 giugno 2014: Filmistaan

Divertentissimo il trailer di Filmistaan, pellicola vincitrice di un National Award per il miglior film hindi, già proiettata (e premiata) in un numero infinito di festival (la lista provoca qualche capogiro), ed ora, grazie a UTV Motion Pictures (#santisubito), finalmente in distribuzione nelle sale indiane. Complimenti al regista Nitin Kakkar.


24 maggio 2014

Le prime del 18 luglio 2014: Pizza

Non capita spesso che un film horror indiano venga ben accolto da pubblico e critica, varchi i confini nazionali, e si guadagni persino una recensione italiana positiva. È il caso di Pizza, pellicola in lingua tamil distribuita nel 2012, diretta dall'esordiente Karthik Subbaraj. UTV Motion Pictures e Bejoy Nambiar presentano ora il remake in hindi, diretto da Akshay Akkineni. Eccovi il trailer. Per non parlare dell'originale trovata promozionale di UTV: a fine testo, la (ehm) pizza recapitata a giornalisti e critici indiani.... Nel 2013 era stato distribuito il remake in lingua kannada dal titolo Whistle.

Riporto di seguito la recensione dell'originale tamil firmata da Diego Garufi e pubblicata da Everyeye il 2 gennaio 2014:

'È certo difficile etichettare un film come Pizza inscrivendolo all'interno di un solo genere. Infatti nella pellicola di debutto del regista Karthik Subbaraj ci troviamo di fronte ad una miriade di generi che vengono apparentemente inseriti alla rinfusa ma che seguono invece una ben precisa strutturazione. (...)
Subbaraj (...) mostra una buona capacità tecnica e riesce a dosare al meglio i colpi di scena inseriti nell'arco dell'intero film. Tutto accade per una ragione e sebbene ci siano alcune caratteristiche tipiche di un certo cinema regionale indiano che non possono essere eliminate, (...) il film scorre molto bene. Ciò che rimane ostico per il pubblico internazionale è il continuo cambio di registro con improvvisi passaggi da scene dal tono fortemente horror a scene quasi comiche. Cambi a cui il pubblico indiano è avvezzo e che anzi esige, portando così alla conseguente autarchia del cinema indiano, che gode di una distribuzione internazionale molto scarsa proprio a causa di questa differenza nella fruizione di un certo cinema spettacolare.
Pizza è un'operazione commerciale che ha modificato la percezione del cinema dell'orrore in India. Un'operazione quasi delirante per la quantità di cambi di genere che accadono nell'arco di sole due ore. Dalla commedia romantica all'heist movie passando per il thriller e l'horror fino al crime investigativo. Il tutto senza soluzione di continuità. Eppure questo amalgama schizofrenico funziona egregiamente, nonostante qualche inciampo nella parte iniziale che però guadagna un maggiore significato in rapporto agli eventi nella seconda metà della pellicola. Un film che merita di essere visto, nonostante le difficoltà che si possono avere se non avvezzi a questo cinema'.


23 maggio 2014

Bollywood Spectacular

Dal 14 al 15 giugno 2014 approda a Brescia il Bollywood Fest, evento dedicato alla danza indiana e bollywoodiana organizzato da Harem Danza. In programma seminari di ballo e lo spettacolo Bollywood Spectacular, ospitato dal Teatro Santa Giulia il 14 giugno alle ore 21.00. 

12 maggio 2014

Le prime del 16 maggio 2014: The Xposé

Himesh Reshammiya, compositore e cantante di successo, riprova a dar lustro alla sua carriera d'attore, sinora meno fortunata. Giusto per non lasciare nulla al caso, coinvolge in quest'avventura un mostro sacro come Irrfan Khan (#respect) e la popstar indiana più famosa, Yo Yo Honey Singh (#respect), al suo debutto sul set di una pellicola bollywoodiana. Li affianca il bravo Adil Hussain. Bizzarro progetto quello del film The Xposé, la cui storia è ambientata nel mondo del cinema hindi degli anni sessanta. Il trailer lo definisce the biggest vintage musical thriller. Dirige Anant Mahadevan, regista di Red alert - The war within e soprattutto di Mee Sindhutai Sapkal, opera in lingua marathi pluripremiata ai National Award. Ovviamente la colonna sonora è composta ed interpretata da Himesh, che, non contento, firma pure il soggetto e collabora alla stesura della sceneggiatura. E il nostro Yo Yo? Interpreta diversi brani, fra cui il magnifico Ice Cream Khaungi, sublimato da una visualizzazione superpatinata (me ne sono innamorata, ve lo dico, e potrei ascoltarlo all'infinito), Hai Apna Dil Toh Awaara e Surroor. Magari The Xposé è il flop dei flop dell'anno. Magari una deliziosa sorpresa. Chissà. In attesa di accertarlo, godiamoci il sound originale e accattivante di Reshammiya in una colonna sonora davvero notevole. Vi propongo anche i video delle canzoni Catch me if you can e Dard Dilo Ke (Reprise) (a cui presta la voce persino Irrfan Khan!).




10 maggio 2014

Sharmila Tagore: Filmfare 19 agosto 1966

[Archivio

Filmfare, il celeberrimo periodico indiano in lingua inglese dedicato al cinema hindi, inaugurò le pubblicazioni nel lontano 1952. Vi propongo la copertina del numero del 19 agosto 1966, forse la più famosa in assoluto nella storia della carta stampata del subcontinente. Grande scalpore fece Sharmila Tagore, l'attrice che per prima osò indossare un bikini per lo scatto di copertina. Sharmila è la madre di Soha Ali Khan e di Saif Ali Khan. 
Ecco cosa scrive M.J. Akbar nel suo romanzo Fratelli di sangue: ''Sopravvissi al 1967 grazie al bikini di Sharmila Tagore. (...) Vidi Sharmila Tagore in bikini mentre, in stato di grazia, stavo tornando dall'ufficio di Desmond; mi sembrò una ricompensa divina per il mio duro lavoro. Era sulla copertina di Filmfare, la più popolare rivista di cinema indiana. Quel bikini fu una rivoluzione. Era la prima volta che una stella appariva così scoperta, e quell'audacia aprì così tante falle nel senso del pudore della borghesia indiana che alla fine l'antico retaggio s'inabissò senza neanche un piccolo gorgoglio. Ormai anche le brave ragazze delle famiglie per bene potevano apparire sensuali'. 

Aggiornamento dell'8 ottobre 2015: vi segnalo l'articolo The first bikini cover, pubblicato oggi da Filmfare. Di seguito un estratto:
'It was the ‘60s and young India was progressing rapidly in all spheres. Along with that progressed the Hindi movie industry and one such example was this controversial yet iconic Filmfare cover of Sharmila Tagore. A memorable cover for which the actress, looking ravishing as ever, donned a bikini with nonchalance and posed for renowned photographer Dhiren Chawda. With this cover, she became the first Indian actress to pose for a magazine cover in a two-piece bikini. The issue hit the stands on the 19th of August 1966 and her bold move went on to create controversies like no other. So much so that it even raised questions in the Parliament. After becoming a raging success in Bollywood, 22-year-old Sharmila shot for this cover just a couple of weeks before she got married to handsome cricketer and royalty, Mansoor Ali Khan Pataudi.
The actress had walked in to the studio and when photographer Dhiren Chawda asked her what she would like to wear, the actress promptly pulled out a two-piece floral bikini out of her bag and said that she’d be wearing that. Years later when asked about what was going on in her mind when she made that decision, she said, “Oh! God, how conservative our society was back then! I’ve no idea why I did that shoot. It was just before I got married. I remember when I showed the two-piece bikini to the photographer he asked me, “Are you sure about this?” In some of the shots, he even asked me to cover my body. He was more worried than I was but I had no qualms doing that shoot. Only when people started reacting strongly to the cover, was I taken aback. I was puzzled as to why they didn’t like the picture. I thought I looked nice. Some called it a deliberate move to grab eyeballs; others termed me as ‘astutely uncanny’. I hated that. Maybe, there was an exhibitionist in me, as I was young and excited to do something different”. 
That year alone she was seen in five movies and gave some of her most memorable performances. Rebellious move that it was the actress set a stone with this cover that sent out a strong message that India too can be sensuous. And how!'.

Farhan Akhtar: Tension Kyun Lete Ho Yaar

Farhan Akhtar è la celebrità di Bollywood dotata del maggior numero di talenti: regista, attore, produttore, sceneggiatore, cantante, paroliere, conduttore televisivo, eccetera. Nel 2008 Rock On!! lo aveva imposto all'attenzione del grande pubblico non solo come attore ma anche come cantante. Akhtar e la sua band, Farhan Live, hanno da poco concluso un trionfale mini tour in alcune località dell'Asia meridionale. Ieri è stato caricato in YouTube quello che probabilmente è il primo video di un brano musicale di Farhan Akhtar non incluso nella colonna sonora di un film. Si tratta di Tension Kyun Lete Ho Yaar, canzone composta da Ehsaan Noorani e Loy Mendonsa del celebre trio SEL, il cui testo è stato redatto dallo stesso Akhtar. Il video è in realtà un lungo spot pubblicitario realizzato per conto di Yepme, sito di shopping online di cui Farhan è testimonial.

Farhan Live