23 novembre 2019

Tenu Vekhi Javaan: le riprese in Italia

La troupe del video musicale punjabi Tenu Vekhi Javaan è in questi giorni in Basilicata e in Campania per effettuare alcune riprese. Le località selezionate: Potenza, Sant'Angelo Le Fratte, Latronico, Maratea, Lagonegro, Caggiano. Sul set l'attore Himansh Kohli e la modella Shivani Jadhav. Shivani si è prestata anche a sfilare indossando abiti creati dagli studenti di un istituto di Potenza.

Aggiornamento del 15 aprile 2020 - Himansh Kohli: When I shot in Italy three months ago, I never realised the situation would get so serious, Tanvi Trivedi, The Times of India:
'“My music video 'Tenu Vekhi Javaan' was shot in Italy. I can’t believe how things have changed in just three months. Italy was like heaven on earth. I have a lot of friends and fans in Italy, and they are constantly in touch with me through social media. They are all scared, which is understandable. The roads are all empty similar to the lockdown in India. (...) I am spending my time watching videos that my friends send from Italy. Today, reading the various forwards that are circulating on social media has become painful, and if this continues, it will soon affect people’s mental health, too”.'



22 novembre 2019

River to River Florence Indian Film Festival 2019

La 19esima edizione del River to River Florence Indian Film Festival si svolgerà dal 5 al 10 dicembre 2019. Il titolo d'apertura è The Sky is Pink, diretto da Shonali Bose (in sala per la proiezione), con Priyanka Chopra e Farhan Akhtar. In cartellone anche Badhaai Ho, di Amit Ravindernath Sharma, con Ayushmann Khurrana; e Badla, di Sujoy Ghosh, con Amitabh Bachchan e Taapsee Pannu.

Shonali Bose

Shonali Bose

14 novembre 2019

Amitav Ghosh: L'Isola dei fucili

L'Isola dei fucili è il nuovo romanzo di Amitav Ghosh, ambientato in parte a Venezia, pubblicato da Neri Pozza Editore. Lo scrittore in questi giorni è in Italia per la promozione del libro e per partecipare ad alcuni eventi dedicati al tema del cambiamento climatico. Stamattina Ghosh era a Lecce, domani sarà a Napoli, sabato a Verona e a Montecchio Maggiore (Vicenza), domenica a Milano ospite di BookCity 2019, lunedì a Torino. 
Vi segnalo l'intervista concessa dallo scrittore ad Alessia Rastelli, pubblicata ieri dal Corriere della Sera. Venezia, parla Amitav Ghosh: «Dal cuore dell’umanità un messaggio per tutti»:

'«Quello che sta accadendo a Venezia è un messaggio che arriva dal cuore del mondo. Venezia è stata centrale nella storia globale, la porta tra Oriente e Occidente, tra Nord e Sud. Da lì si leva oggi sul resto del pianeta un avvertimento per il futuro». (...)
Che effetto le fa vedere Venezia davvero sommersa?
«Sono sconvolto. Conosco la città da quarant’anni e la amo molto. Nel 2015 ci ho anche vissuto: ero stato invitato dall’Università Ca’ Foscari. Quanto è successo era del tutto prevedibile, ma è avvenuto in modo molto più veloce di quanto potessimo immaginare: pensavamo che il cambiamento climatico avrebbe avuto un impatto sul mondo fra 15-20 anni, invece incombe già su di noi. Quello che perciò mi sciocca della marea record a Venezia è che diventerà sempre più “normale” per la città. Ora l’Italia si sta davvero confrontando con l’emergenza climatica: è qui tra noi e bisogna farci i conti».
Che cosa bisogna fare?
«Nel breve termine è necessario creare protezioni per difendersi dall’acqua, oppure dal fuoco: anche gli incendi sono un’emergenza in alcuni luoghi del mondo. Ne L’isola dei fucili parlo pure di Los Angeles in fiamme, ma non perché io sia un profeta: lo ripeto, sono fenomeni prevedibili. Quanto alle misure immediate, nel caso di Venezia penso ad esempio a barriere intorno alla basilica di San Marco che impediscano all’acqua di entrare».
E sul lungo termine?
«L’azione più importante è ridurre le emissioni di anidride carbonica. Sulla lotta al cambiamento climatico serve una strategia: a questo punto la questione è già provare a ritardarlo o, almeno, a prevenirne gli effetti peggiori».
Le immagini di Venezia allagata che fanno il giro del mondo, dopo quelle dell’Amazzonia in fiamme, avranno l’effetto di una chiamata all’azione?
«Ovviamente lo spero. Ma per quanto riguarda l’Italia credo che la consapevolezza del problema ci sia da qualche tempo, basti pensare alle alluvioni di Genova. Questo Paese è già, in vari modi, in prima linea sul fronte della crisi ambientale, non fosse altro per i chilometri di costa che senza dubbio lo espongono. Qualche passo si sta già facendo: mi sembra una buona idea quella di inserire nei programmi scolastici l’emergenza climatica».
Serve un maggiore coinvolgimento dell’Europa?
«Sì, assolutamente. Ma l’Italia è sempre stata un laboratorio di cambiamento, a volte nel bene, a volte nel male. Il suo impatto nel mondo è maggiore di quanto ci si potrebbe aspettare in base al numero degli abitanti. Certo, al momento non c’è un partito verde che emerga con forza come in altri Paesi, ma non è detto che non possa accadere. E poi potete contare su una voce potente, che può fare la differenza: quella di Papa Francesco».'

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