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20 febbraio 2019

Le prime dell'8 febbraio 2019: The Fakir of Venice

Dopo ben dieci anni di attesa, è stato finalmente distribuito nelle sale il film d'esordio di Farhan Akhtar attore, The Fakir of Venice, in larga parte ambientato a Venezia. Il regista è Anand Surapur. Nel cast anche Annu Kapoor e la nostra Valentina Carnelutti. La colonna sonora è firmata da A.R. Rahman. Vi propongo il trailer e il video del brano Wako Naam Fakir. Il soggetto, di Homi Adajania, ha una genesi piuttosto curiosa. Nel 1999 Homi collaborò alla realizzazione di Mother, un'installazione artistica di Maurizio Cattelan presentata alla Biennale Arte di Venezia. Suo era il compito di condurre in laguna un fachiro indiano (!). Ovviamente era impossibile convincere un vero santone, così il nostro ingaggiò un impostore. Da qui la trama di The Fakir of Venice. Il personaggio interpretato da Farhan si ispira allo stesso Homi. Quanto a Mother, Cattelan seppellì il fachiro nella sabbia per tre ore; emergevano solo le mani, giunte in segno di preghiera.


Mother

6 febbraio 2019

Ennio Morricone e A.R. Rahman a Roma: Videocittà 2018

[Archivio] La prima edizione dell'evento Videocittà si è svolta a Roma dal 19 al 28 ottobre 2018. Il 24 ottobre A.R. Rahman ha partecipato ad un incontro-concerto con Ennio Morricone organizzato presso l'università La Sapienza, nel cui sito si legge: 'Rahman (...) ha detto rivolgendosi al Maestro Morricone: "La musica non ha confini. Grazie maestro per averli abbattuti".' Rahman ha dichiarato in Twitter: 'Dear students of @SapienzaRoma I was very happy to see you in the campus. Sorry for not posing for photographs as I had to catch the 10 pm flight. Wishing you the best. Become world class in whatever you do'.


13 aprile 2017

Le Musk: locandina e trailer

Le Musk è un singolare cortometraggio in realtà virtuale, in lingua inglese, diretto da A.R. Rahman. Il cast è internazionale, e include alcuni attori italiani fra cui Gianni Macchia - così come la troupe tecnica (vedi Gianni Giannelli alla direzione della fotografia). La pellicola è stata girata in larga parte nel nostro Paese (Roma). Trailer.

19 febbraio 2014

Berlin International Film Festival 2014

Da destra: Imtiaz Ali, Alia Bhatt e Randeep Hooda
Il Berlin International Film Festival 2014 si è svolto dal 6 al 16 febbraio. Come da tradizione, molti i titoli indiani in cartellone, fra i quali segnalo:
* Killa, di Avinash Arun, in lingua marathi, vincitore dell'Orso di cristallo per il miglior film nella sezione Generation Kplus;
* Papilio Buddha, sezione Panorama, di Jayan Cherian, in lingua malayalam. Trailer. PB tratta il controverso tema delle discriminazioni e violenze di cui sono vittime gli intoccabili e le donne, e la sceneggiatura si ispira a fatti realmente accaduti. PB ha subito clamorose pressioni da parte della censura indiana. Il regista ha respinto quasi tutte le richieste avanzate dall'organo governativo di censura, e la proiezione della pellicola è stata negata persino nei festival cinematografici. Nel marzo 2013 aveva però beneficiato di una magra distribuzione in alcune selezionate sale in Kerala;
* Highway, sezione Panorama Special, di Imtiaz Ali, con Randeep Hooda e Alia Bhatt, colonna sonora di A.R. Rahman. L'area del sito della Berlinale dedicata a Highway offre il video della conferenza stampa, nonché alcune succose fotografie. E quando si tratta del fascinoso Randeep Hooda c'è da lustrarsi gli occhi.

 
Randeep Hooda (ritratto ufficiale)
 
Da destra: I. Ali, A.R. Rahman, A. Bhatt e R. Hooda
 




19 aprile 2013

Aamir Khan: Time 29 aprile 2013

Il numero del 29 aprile 2013 di Time è dedicato alle cento persone più influenti del pianeta. Il numero prevede sette diverse copertine, una delle quali è dedicata ad Aamir Khan. Aamir rientra nella categoria pionieri, occupa la 48esima posizione ed è introdotto da una breve presentazione firmata da A.R. Rahman:

'About 13 years ago, Aamir Khan, the producer and lead actor of the Bollywood film Lagaan, was sitting outside my studio as I was writing the film’s main choral theme. After he heard it, he came in with moist eyes. “A.R., what a great feeling this is,” he said. “My movie is made now!” I saw a childlike honesty in his eyes. In a world of false diplomacy and evasiveness, Aamir is a straightforward man. A man of his word. His movies are commercial successes - Lagaan was nominated for an Academy Award - but they also display a sense of social responsibility: they tackle important themes, like poverty and education. His TV show, Satyamev Jayate, is part journalism and part talk show, and it confronts India’s deepest social ills, from sexual abuse to caste discrimination. He uses his gifts as a charmer to give his audience the most bitter medicine. Hypnotized, we take it without complaint. That’s Aamir’s magic at work. Satyamev Jayate was not intended to provide solutions but to ask hard questions, the kind society is often reluctant to address. By showing the courage to ask those questions, Aamir has started a movement that will help change the world in which Indians live'.
 

7 novembre 2012

Le prime del 13 novembre 2012: Jab Tak Hai Jaan

Il Diwali 2012 dovrebbe incoronare Yash Chopra re del botteghino. Jab Tak Hai Jaan possiede infatti tutte le carte in regola per conquistare folle oceaniche di spettatori. Chopra è tornato alla regia, dopo otto anni dal deludente (spero nessuno mi spari) ma amatissimo Veer-Zaara, con una nuova storia d'amore creata per esaltare la figura dell'eroe romantico per eccellenza del cinema indiano: Shah Rukh Khan. Ad affiancarlo Katrina Kaif, l'attrice attualmente più quotata al botteghino, e la spumeggiante Anushka Sharma. Location incantevoli, eccellente fotografia, sguardi, sorrisi, drammi e batticuore, coreografie e abiti da sogno. La colonna sonora, piuttosto classica, è composta dal premio Oscar A.R. Rahman. JTHJ offre uno Shah Rukh anche in versione ruvida, con barba incolta da uomo che non deve chiedere (chissenefrega dell'eroe romantico: *Lui* rende molto meglio nei panni dello sciupafemmine, e spero che Yash non abbia esagerato con lo zucchero). Da non sottovalutare l'ondata di commozione suscitata dal decesso improvviso di Yash Chopra,  avvenuto il 21 ottobre 2012, e che ha etichettato JTHJ come l'ultimo lavoro dell'uomo più potente di Bollywood. Le aspettative sono dunque altissime, e, a meno che il film non si riveli orribile, il concorrente Son of Sardaar dovrà faticare parecchio per farsi notare. Vi propongo, oltre al trailer, i video dei brani Jiya Re, Saans, Challa, Ishq Shava e Heer.
Vedi anche Jab tak Hai Jaan: prima mondiale, 14 novembre 2012

Aggiornamento del 15 novembre 2012: come sta procedendo la sfida del Diwali? È ancora presto per decretare il vincitore, ma in rete è già stato diffuso qualche dato certo. La contesa relativa al numero delle sale si è conclusa con 2.500 sale per JTHJ e 2.000 per SOS. Entrambi i titoli stanno incendiando il botteghino, e l'industria cinematografica di Mumbai ha un motivo in più per celebrare. È un testa a testa che vede primeggiare alternativamente JTHJ e SOS. Nei circuiti multisala sembra avvantaggiarsi JTHJ, nei cinema monosala è invece SOS ad avere la meglio. All'estero JTHJ ha strozzato il rivale (pare che in Nuova Zelanda sia entrato direttamente al numero uno nella classifica dei titoli più visti, battendo le pellicole locali e quelle hollywoodiane), ed anche negli USA i numeri generano entusiasmo. Ma SOS ha bruciato sul tempo JTHJ in Pakistan, ridisegnando la storia di Bollywood nel Paese confinante. Sembra inoltre che entrambi i titoli abbiano segnato il record di incassi nel primo giorno di distribuzione per entrambi gli attori protagonisti. Le recensioni, però, non sono proprio entusiastiche. Per JTHJ, il decesso improvviso di Yash Chopra ha indotto i critici a limitare il sarcasmo e ad addolcire il giudizio finale. Il risultato? Pezzi monotoni e tediosi. Traspare che JTHJ non sia piaciuto poi molto, ma, agganciato al filone del classico film romantico d'altri tempi, gli vengono perdonati diversi passi falsi.
- Recensione di Raja Sen, Rediff, 13 novembre 2012, ***: 'A Yash Chopra drama that treads very familiar territory slickly - and a fair bit too slowly - but does so with an old-world sincerity that somehow makes most of it bearable. Rather like its leading man, who is often made to balance entire scenes on his dimples, grinning so wide his eyes appear closed. There are times in JTHJ when it's hard not to feel embarrassed for Shah Rukh Khan having to work with material this tedious - and yet he, despite the exaggerated show of youngness, manages inexplicably to charm. This is his film, and, against all odds, he works it well. (...) Katrina is the film's big surprise, providing a solidly competent performance in a role that could well have been reduced to farce. The lazy screenplay makes sure she kisses more than she gets to speak, which isn't a bad thing because she turns out pretty good with the silent moments. The actress brings a tenderness to the proceedings and emotes strongly, making sure her character - while unlikely, untimely and irrational - ends up real enough to root for. And yet it's not her film. Or even Yash Chopra's, really. JTHJ is all Shah Rukh, all the time. His character seems larger than the film, and Khan himself is in fine form even when the script deserves far less. There are times he seems out of place, certainly, but these are made up for by times where he grounds the narrative with one glare, with one scowl, with one kiss. The dude abides. As a swan-song for the master director, JTHJ might only be a middling effort. But then, sometimes, all we need is a Khan-song'.
- Recensione di Mayank Shekhar, 13 novembre 2012: 'This is a romantic weepy. They are expressly made for women audiences the world over. Be warned. But you knew that all along. These barriers are mostly blurred. There’s an emotional woman inside every hardened man. No one should feel shy about letting it all out. Except that by the end of the saga, you worry less about the hero’s love and his wellbeing, and far more for the movie’s length. (...) After about three and half hours in the theatre, when you step out of JTHJ, you realise his last movie, at 80, clearly wasn’t quite his best, or even close to it. It would have been unfair to even expect that. But it did have shades of what we loved him for. You can instantly tell why he was still the youngest filmmaker around. This film may not survive him. There’s a huge legacy that will, and I know we will forever thank him for being'.

22 agosto 2012

Top 10 regional songs that became a national craze

Kadhalan
Il primo agosto 2012 The Times of India aveva condiviso una playlist da non perdere: dieci video di altrettanti magnifici brani tratti da colonne sonore di pellicole non hindi, brani che hanno spopolato in tutto il Paese. Fermo restando il mio amore incondizionato per il tormentone Why This Kolaveri Di? (per la cronaca: ad oggi, solo il primo video ufficiale ha registrato più di 60.500.000 visite! Se ancora non lo avete visto, allora siete ENORMEMENTE indietro e mi dispiace per voi), scorrendo la lista ho scoperto delle vere chicche. La canzone più bella? Chikku Bukku Rayile, composta da A.R. Rahman (da Gentleman, 1993, tamil. E ammiriamo Prabhu Deva in azione, via!). La più originale? Naaka Mukka (Female), di Vijay Antony (da Kadhalil Vizhunthen, 2008, tamil). La più delirante? Shakalaka Baby, di A.R. Rahman (da Mudhalvan, 1999, tamil, visualizzata da Sushmita Sen). La coreografia più pazzesca? Ringa Ringa, di Devi Sri Prasad (da Arya 2, 2009, telugu). Ma la palma della visualizzazione senza vergogna e del finale indimenticabile se l'aggiudica Mukkabla, di A.R. Rahman (da Kadhalan, 1994, tamil. Nel video Prabhu Deva balla, al solito, come un dio).

16 maggio 2012

Madonna: I'd like to work with Rahman

A.R. Rahman
Hindustan Times oggi riporta alcune dichiarazioni di Madonna a proposito dell'India.
I'd like to work with Rahman, Collin Rodrigues:
'Although hugely popular in India, Madonna has somehow never performed for her fans here. Talking about what’s kept her away from the country, she says, “I haven’t got the chance to tour India, but I would surely love to.” Ask the international pop icon if she has considered collaborating with India’s very own global musician, A.R. Rahman, and she says, “I would like to work with him when the opportunity comes, and things work out. Only then we will be able to decide on the music.” On her last trip to the country in 2007, the musician had visited Jodhpur and Udaipur with her then-husband Guy Ritchie and her children. Reports had claimed that she even extended her trip by a few days because she loved the desert state so much. “I really did. I had gone with my family and friends and I completely fell in love with the culture and traditions of Rajasthan. I also heard a few folk songs and saw some traditional dances,” she reveals. (...) She hasn’t watched any Bollywood films. “But I know they are very colourful and have huge dance sequences. I’m sure I’ll enjoy them,” she says, before talking about desi music, “I haven’t heard a lot, but I’m familiar with Indian music”.'

19 marzo 2012

Sex and the soaps

Ram Kapoor e Sakshi Tanvar
La scorsa settimana Ekta Kapoor ha monopolizzato i media e i social network indiani non grazie alle sue audaci realizzazioni cinematografiche, bensì a causa di una lunga, appassionata (per gli standard televisivi locali) sequenza inclusa nell'episodio n. 166, andato in onda il 12 marzo 2012, della seguitissima soap opera Bade Achhe Lagte Hain, prodotta appunto da Ekta. BALH è interpretata da Ram Kapoor e Sakshi Tanwar. Il video della puntata incriminata (visionato in una settimana più di un milione di volte), che tanto scandalo ha suscitato in India, è di una noia mortale: 28 minuti in cui non succede assolutamente nulla, solo soporiferi preliminari dei preliminari dei preliminari. Una menzione per la colonna sonora, che include anche il brano In Lamhon Ke Daaman Mein tratto da Jodhaa Akbar (e che nel celebre film commentava una scena analoga); e una menzione per Ram Kapoor, che si è prestato con coraggio malgrado non sia più un ragazzino e malgrado qualche chilo di troppo (applauso). Hindustan Times ha addirittura pubblicato una photo gallery, Sex and the soaps, delle sequenze considerate più bollenti tratte da serie televisive indiane. Tranquilli, possono visionarla anche i vostri bambini.