2 dicembre 2019

Prassthanam: recensione

[Blog] Alla prima visione ci si perde un po' negli intrighi. I personaggi sono numerosi e la confusione è dietro l'angolo. Alla seconda visione va meglio. Prassthanam non racconta nulla di nuovo, la formula e gli stereotipi del melodrammone politico-familiare sono diligentemente rispettati. A stupire è solo la paradossale catena di delitti di cui si macchia (o tenta di) il povero Vivaan - lo sceneggiatore deve odiarlo parecchio, e mi sfugge il motivo, dal momento che non è poi così diverso dal padre. Cosa posso aggiungere? Sanjay Dutt è molto credibile, Ali Fazal si fa notare (ma ha dalla sua il personaggio meno negativo), Satyajeet Dubey è a tratti convincente.